ANDREA MENNILLO INTERVISTATO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA

Giornalista: Con il dottor Andrea Mennillo, a cui diamo il benvenuto, cominciamo a parlare della nostra Italia, della nostra festa e soprattutto della festa degli italiani che la vivono dall’estero.

 

Andrea Mennillo: Devo dire che per gli italiani all’estero risultano importanti quelli che sono i valori fondanti del nostro Paese. A me capita di vivere gran parte del tempo fuori dall’Italia e quindi si rivivono con piacere l’appartenenza e i valori che hanno reso il nostro Paese rispettato e apprezzato in tutto il mondo.

Lo scontro che viviamo ogni giorno in Italia tende a svanire all’estero e quindi credo che ci ricordiamo della parte migliore della nostra Italia, costituita da principi importanti, creatività e capacità di fare, con delle eccellenze straordinarie apprezzate ovunque.

 

Giornalista: Questo è indubbio, forse l’Italia in questo momento paga proprio la perdita di alcuni valori e questo fatto ha offuscato tutte le qualità conclamate a livello internazionale che ci hanno reso ottimi rappresentanti di eccellenze.

Dal punto di vista economico la situazione in Italia è tutt’altro che florida e noi ne stiamo pagando le dure conseguenze, anche se bisogna ammettere che la questione è generalizzata sia in Europa che nel mondo. La piazza monegasca è internazionale e per certi versi privilegiata e quindi è il luogo ideale per parlare di questo, visti i molti player che vi ruotano attorno. Le chiedo, in qualità di esperto, come si vive questa situazione nella sua globalità?

 

Andrea Mennillo: Personalmente sono molto sensibile alle istanze italiane ed è facile trovare un’interlocuzione attenta da parte del Principe ma anche del governo monegasco, che sono consapevoli del grande attaccamento culturale e d’identità che c’è tra Monaco e l’Italia.

Questo è un posto di ridotte dimensioni e quindi, evidentemente, è più facile gestirne la situazione. Io credo che il problema italiano sia nel fatto che l’economia è soltanto un frammento di una crisi più profonda che coglie tutta l’Europa Continentale. Una crisi morale, istituzionale che attraversa grandi Paesi come l’Italia, la Francia e la Spagna che si trovano ad affrontare un periodo delicato soprattutto perché le leadership politiche non sono in grado di rispondere alle esigenze della popolazione e noi non siamo in grado di rigenerarci, come fa il mondo anglosassone, pagandone le conseguenze. Ad esempio il mercato americano è ripreso proprio grazie alle misure adottate. Noi, invece, abbiamo vissuto degli anni e li viviamo ancora nei quali abbiamo speso più di quanto ci potessimo permettere. È colpa dei banchieri, e io appartengo ahimè a quella categoria, che talvolta hanno costruito dei prodotti che hanno fatto perdere di vista la realtà. La Germania oggi vive un benessere economico perché oggettivamente, lo possiamo dire, ha approfittato della debolezza dell’euro, ma anche lì si vive un momento di crisi istituzionale. Vediamo cosa succederà alle prossime elezioni ma nonostante questi risultati dal punto di vista economico, la Merkel potrebbe veder scendere il suo valore di gradimento. La vera domanda è: la politica e i modelli democratici che ci sono oggi in Europa sono in grado di rispondere alle esigenze delle persone? Io credo che l’Europa stia vivendo una crisi di questo tipo. Secondo me è interessante una prospettiva di lungo termine, capire quale sarà il destino europeo dopo l’incontro che ci sarà prima di fine anno tra Obama e Putin. Perché se le cose dovessero andare verso una certa direzione è probabile che l’Europa si avvicini al modello russo e, di conseguenza, a quello americano. In più per noi c’è la questione del Mediterraneo: i bagliori positivi dell’indipendenza energetica di Israele, grazie al grande giacimento di gas che hanno trovato vicino a Cipro, si sono rivelati in realtà meno strategici del previsto. Le cose sono in continua evoluzione e ci troviamo di fronte a situazioni delicate. Non ci sono più i soldi per poter governare come prima e noi ci dobbiamo abituare. Se uno vede, ad esempio, l’incremento della spesa in Italia negli ultimi 10 anni, il driver principale risulta l’assistenza e la spesa sanitaria. Il concetto di welfare va rivisto e non siamo più in grado di sostenerlo come abbiamo fatto prima.

Ci sono delle cose positive però: trovo straordinario il nuovo papa eletto, che ho avuto il privilegio di conoscere quand’era vescovo di Buenos Aires, e la sua azione è dirompente nel modo giusto. Anche il Presidente della Repubblica ha dato un segnale forte. Dobbiamo però renderci conto che la vita deve cambiare e non è una cosa facile.

 

Giornalista:  La ringrazio per questa interessante chiacchierata e le auguro una buona serata.

Andrea Mennillo: Viva l’Italia.          

 

Per visualizzare il video dell’intervista, cliccare qui.

ANDREA MENNILLO INTERVISTATO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA REPUBBLICAultima modifica: 2013-06-11T12:17:00+00:00da mennilloandrea
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